Quale senso può avere utilizzare la frase di un filosofo tedesco del Seicento, Gottfried Leibniz, come titolo di una collettiva che presenta tre artisti le cui opere esprimono concetti importanti quanto la loro forma (e a volte anche di più), per lo più minimalista e monocroma? Come può un interrogativo metafisico che ha a che fare con l'esistenza di Dio rapportarsi all'arte contemporanea?
La domanda in questione, “perché c'è qualcosa piuttosto che niente”, sottolinea e rivela come i tre artisti desiderino valorizzare sbagli ed errori, presentando lavori che appaiono incompleti e irregolari con la precisa volontà di attuare una riflessione sulla parte nascosta della creazione, accrescendo quindi la consapevolezza che ciò che è importante non è rintracciabile solo nel visibile, ma nelle premesse che sottendono al risultato finale. E' quel niente che diventa qualcosa quando ci viene proposto come un momento fondamentale del processo creativo.
Listado de Errores di Ignasi Aballì fa parte di una serie di lavori che l'artista ha creato ritagliando e assemblando parole dai giornali: gli errori stessi diventano notizia, inducendo ad una meditazione sugli effetti che le azioni scorrette e sbagliate producono sulla società.
I texts pieces di Stefan Brüggemann giocano spesso sull'imprecisione ortografica: il neon ‘I LIKE THE WAY IT IS WRUNG’ appare come una celebrazione più o meno comprensibile dell'errore.
L'opera di Becky Beasley Dead Air può essere concepita in due modi: come un dittico composto da due fotografie uguali raffiguranti un sacchetto del quale ovviamente non si conosce il contenuto, oppure come una singola immagine, e in questo caso l'opera cambia nome diventando The Gift. Un modo ambiguamente indecifrabile per tentare di comprendere il senso del collezionare e la nostra relazione con gli oggetti che produciamo, accumuliamo e diamo via.
Citando ancora una volta Leibniz, viviamo nel migliore dei mondi possibili, anche se imperfetto e incomprensibile, ma è esattamente questo che ci fa andare avanti e che da' un senso al presente...qualcosa piuttosto che niente.
Ignasi Aballì (Barcellona, 1958) vive e lavora a Barcellona
Mostre (selezione): ZKM, Karlsruhe; MACBA, Barcellona; Reina Sofia, Madrid; Museo delle Belle Arti di Santander, Spagna; 52^ Biennale di Venezia; Museo Patio Herreriano, Valladolid; Gagosian Gallery, New York; MARCO, Vigo; Palazzo delle Papesse, Siena; Biennale di Valencia.
Becky Beasley (Portsmouth, 1975) vive e lavora a Berlino
Mostre (selezione): Kunsthalle Bern; Kunsthalle Basel; Galleria Civica di Modena; Laura Bartlett Gallery, London; Museum of Photography, Salonicco; Whitechapel Project Space, Londra.
Stefan Brüggemann (Città del Messico, 1975) vive e lavora tra Città del Messico e Londra
Mostre (selezione): FRAC Bourgogne, Dijon; Kunsthalle Bern; Museum of Contemporary Art, Chicago; Shirn kunsthalle, Francoforte; Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, Geneva; Museo de Arte Moderna, Mexico City; Museum of Fine Arts, Montreal.
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